Sabato 23 maggio, 73 ragazze dell’I.C. Papa Giovanni XXIII, appartenenti ai club di
Savigliano e Marene di Girls Code It Better, hanno partecipato al “Code&Tell 2026”, il grande
evento nazionale di condivisione tra tutti i club italiani del progetto. La manifestazione si è
svolta presso lo spazio DumBO di Bologna, trasformato per l’occasione in un grande
laboratorio di idee, creatività e innovazione.
L’evento, aperto al pubblico e gratuito, ha visto alternarsi momenti istituzionali, spazi
espositivi e presentazioni dei lavori realizzati durante l’anno scolastico. Dopo l’arrivo e
l’allestimento degli stand nella mattinata, le ragazze, accompagnate dalle insegnanti
Annalisa Catalano, Mariagrazia Pistono, Micaela Scarangella e Viviana Mondino, hanno
preso parte alla plenaria inaugurale. Nel pomeriggio hanno invece partecipato allo
“Show&Tell”, cuore della giornata, durante il quale ogni club ha presentato il proprio percorso
attraverso progetti, prototipi e installazioni.
Quelli portati a Bologna sono il risultato del lavoro svolto durante l’anno nei club del progetto
Girls Code It Better, un’esperienza che prosegue da nove anni e che ha permesso a decine
di studentesse dell’I.C. Papa Giovanni XXIII di trasformare le discipline STEM in occasioni di
creatività e collaborazione, in cui coding, realtà virtuale e modellazione 3D diventano mezzi
per dare forma a progetti concreti e vicini al territorio.
Nel tempo, le ragazze hanno collaborato con il Museo Civico e le Biblioteche di Savigliano e
Marene, realizzato percorsi dedicati alla stilista Elsa Schiaparelli e al Planetario di Torino,
fino ad arrivare quest’anno all’esperienza condivisa con Blu Lab, una realtà sociale che
promuove inclusione, partecipazione e riscatto attraverso il lavoro artigianale e comunitario.
Blu Lab nasce infatti dalla volontà di offrire opportunità a chi spesso resta ai margini:
persone con disabilità, migranti, cittadini in situazioni di fragilità sociale, volontari e
professionisti lavorano insieme in un ambiente dove ciascuno può sentirsi parte attiva di un
progetto comune. Un esempio concreto di come la diversità possa trasformarsi in valore e la
fragilità diventare forza.
L’esperienza vissuta a Bologna ha rappresentato per le ragazze non solo un’occasione di
confronto con coetanee provenienti da tutta Italia, ma anche la conferma di un percorso
educativo che insegna come la tecnologia non sia soltanto logica e programmazione, ma
anche immaginazione, linguaggio artistico, lavoro di squadra e capacità di progettare il
futuro con originalità e consapevolezza.





0